CAPPELLA ALTOLIVENTINA –SOLI CORO ORCHESTRA

cappella-altoliventina-belluno
Domenica 10 maggio – ore 17:30
Chiesa di S. Maria del Cammino – Mas di Sedico (BL)

Ingresso a offerta libera
CAPPELLA ALTOLIVENTINA:
Sandro Bergamo – direttore
Soli, Coro e Orchestra


Programma:
Fede e interculturazione nella musica sacra in America Latina.
D. Zipoli (Prato 1688-Cordoba 1726)
Vespri di S. Ignazio, per soli, coro, 2 violini e continuo
D. Zipoli
Sonata in la maggiore per violino e continuo
A. Ramirez (Santa Fe 1921-Cordoba 2010)
Misa Criolla, per soli, coro, clavicembalo, chitarra, contrabbasso e percussioni


Cappella Altoliventina
Soprani: Elena Bergamo (*), Anna Tarca, Martina Zaccarin (*)
Contralti: Francesca Basso (*), Elena Corazza, Giovanna Dissera Bragadin (*), Anna Zigoni
Tenori: Fabio Comberlato (*), Peter Gus, Danilo Zeni (*)
Bassi: Sandro Bergamo, Valentino Pase, Luca Silvestrin
(*) soli

Accademia Palatina
Nicola Mansutti, primo violino di concerto
Stefano Cascioli, violino
Anna Molaro, violoncello
Paolo Monetti, contrabbasso
Anna Giust, chitarra
Ermes Ghirardini, percussioni
Giulio Del Tedesco
Gianfanco Zaccariotto
Elia Pivetta, maestro di concerto al cembalo
Sandro Bergamo, maestro di cappella


Cappella Altoliventina
La Cappella Altoliventina è l’insieme vocale dell’Associazione Culturale Altoliventina.
Si è costituito nel 2001, ma prosegue la tradizione del coro XX Secolo e del suo gruppo madrigalistico, che dagli anni ’70 fino al 1997 hanno svolto una importante attività, con concerti in tutta Italia ed in alcuni paesi europei (Belgio, Jugoslavia…).

Di organico variabile, a seconda del programma proposto, predilige particolarmente la dimensione madrigalistica e il repertorio rinascimentale e del primo Barocco. Di particolare rilievo la produzione, nel 1993, come Gruppo Madrigalistico XX Secolo, de “La Barca di Venezia per Padova” di Adriano Banchieri, realizzata in forma teatrale con la regia di Ferruccio Merisi ed attori del calibro di Claudia Contin (forse il miglior Arlecchino oggi attivo in Italia) e Ramiro Besa (I Papu) e dello spettacolo “Tre Veceti inamorai”, basato sulle giustiniane di Gioseffo Policreti da Treviso, un inedito cinquecentesco trascritto per l’occasione.
La Cappella Altoliventina è diretta fin dalla fondazione da Sandro Bergamo. Diplomato m.a. in clarinetto e in canto, ha diretto diverse formazioni corali (Campiello di Meduna di Livenza, Jacopo Tomadini di San Vito al Tagliamento) e dirige tuttora il gruppo vocale Dumblis e Puemas di Udine. Ha registrato, come cantante e direttore, diversi CD. Giornalista, è direttore della rivista Choraliter, quadrimestrale della FENIARCO, associazione nazionale dei cori italiani. E’ presidente della commissione artistica provinciale dell’USCI (Unione Società Corali Italiane) di Pordenone.


Ariel Ramírez
Nacque a Santa Fe, in Argentina, dove intraprese lo studio del pianoforte che continuò poi a Cordoba. A Cordoba incontrò il grande cantante folk argentino Atahualpa Yupanqui, che lo stimolò ad approfondire le sue ricerche sulle musiche tradizionali del Sud America, dalle quali, fin giovanissimo, si era sentito attratto.
Contemporaneamente frequentò a Buenos Aires i corsi di composizione al Conservatorio Nacional.
Dal 1943, fu interprete di un vasto repertorio pianistico, incentrato sul folklóre sudamericano.
Nel 1946 incise il suo primo disco per la RCA Victor. Nel 1964, la Misa Criolla segnò l’inizio di un periodo di grande produttività che si tradusse in composizioni quali La Peregrinación e Navidad Nuestra; Los caudillos (1965); Mujeres Argentinas e Alfonsina y el Mar (1969), tutte scritte con il poeta Félix Luna.
Unica nel suo genere, Misa Criolla è sicuramente la sua composizione più conosciuta, nella quale i ritmi e gli strumenti della tradizione popolare ispano americana si intrecciano con le sequenze della liturgia della messa, in una resa musicale di grande freschezza ed originalità.


Domenico Zipoli
Durante i primi anni di scuola Zipoli fu membro del famoso coro della Cattedrale di Prato. Nel 1707, con il patrocinio di Cosimo III, Granduca di Toscana, fu allievo dell’organista Giovanni Maria Casini a Firenze e, nel 1712, a Napoli per breve tempo di Alessandro Scarlatti; studiò poi a Bologna e in seguito a Roma, sotto Bernardo Pasquini. Due oratorii provengono da questo periodo: Sant’Antonio di Padova (1712) e Santa Caterina, vergine e martire (1714). Nel 1715 diventò il prestigioso organista della chiesa del Gesù in Roma.
Negli anni seguenti compose il suo lavoro più famoso, le Sonate d’intavolatura per organo e cimbalo.
Per ragioni sconosciute, nel 1716, Zipoli lasciò l’incarico per trasferirsi in Spagna, a Siviglia, come novizio gesuita con il desiderio di essere inviato alle Riduzioni gesuite, nelle colonie spagnole in America. L’anno dopo, raggiunse Buenos-Aires, nel Rio de la Plata, con un gruppo di 53 missionari. Nel 1718 si stabilì a Córdoba, dove seguì gli studi filosofici e teologici.
Durante questi anni si dedicò contemporaneamente all’attività di compositore, di maestro di coro e di organista nella chiesa dei Gesuiti, aiutando i Guaranì a sviluppare il loro naturale talento musicale. Ben presto il suo lavoro divenne celebre dal Paraguay al Perù, il cui viceré sollecitò le composizioni di Zipoli.
Stroncato dalla tubercolosi, Zipoli morì a Córdoba nella casa dei gesuiti, il 2 gennaio 1726.

Con la collaborazione di:

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