Posta su un'ansa del Livenza, la sua
denominazione (il toponimo è di origine gotica) indica l'esistenza di un posto
di osservazione, probabilmente di origine militare. Le origini della villa
vengono fatte risalire alla seconda metà del Quattrocento, quando una famiglia
nobile bergamasca, i Mazzoleni, acquistarono molte terre in zona e vi
costruirono una residenza di campagna. Vi rimasero un paio di secoli,
completando la villa con la costruzione di una cappella. La proprietà passò,
dopo una serie di rapidi passaggi a metà Ottocento ad una famiglia di ebrei
triestini, i Morpurgo DeNilma.
ll parco di Villa Varda
assunse l'attuale configurazione nella seconda metà dell'Ottocento, allorché
Carlo Marco Morpurgo acquisto' la tenuta ed avviò gli interventi di
ristrutturazione degli edifici e di sistemazione paesaggistica secondo gli
stilemi del parco all'inglese. Elemento dominante del parco sono i viali di
tigli che strutturano geometricamente l'intera area ed incorniciano i prati,
facilitando gli usi agricoli. L'atmosfera romantica e pittoresca del luogo è
esaltata soprattutto dalla presenza del fiume Livenza che forma una
piccola insenatura, protetta da un isolotto, dove un tempo attraccavano le
imbarcazioni per i collegamenti con Venezia.
Anche la villa fu ristrutturata e
ampliata scondo il gusto dell’epoca. All’interno alcuni affreschi sono ispirati
a vedute delle province giuliane (si distingue Gorizia) da cui provenivano i
Morpurgo e a paesaggi egizi (da dove proveniva la moglie del Carlo Marco).
Tra gli interventi di
ristrutturazione va ricordato anche quello sulla seicentesca chiesetta che, ad
opera di Domenico Rupolo, acquistò l’attuale configurazione neogotica.
Oggi la villa è di proprietà del Comune di
Brugnera, che ne ha intrapreso il restauro, avviandola a diventare un polo
culturale per tutta l'area liventina, mentre il parco è diventato meta di
migliaia di visitatori.