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Pasiano di Pordenone, Teatro Gozzi
Giovedì 10 settembre 2009 - ore 21.00
Shakespeare for a While
Barocco Europeo
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(Marcella Ventura, soprano, Marzia Baldassarri, soprano, Abramo Rosalen, basso, Donatella Busetto, cembalo)
Piccolo Teatro Città di Sacile
(Chiara Mutton, Flavio Rover)
E' perché i tuoi sensi sono sul chi vive.
Guarda una mandria selvaggia e scatenata,
o un branco di giovani e indomiti puledri
che saltano a rotta di collo , mugghiando
e nitrendo, poiché così detta
la natura ardente del loro sangue:
se per caso giunge al loro orecchio
lo squillo d'una tromba o un'aria musicale
vedrai che di colpo si fermano tutti,
con gli occhi focosi ammansiti
dal dolce potere della musica.
Perciò il poeta immaginò che Orfeo
smuovesse alberi, pietre e fiumi,
poiché non v'è nulla di così inerte,
così duro e rabbioso, di cui
la musica non trasformi la natura.
L'uomo che non ha musica nel cuore
ed è insensibile ai melodiosi accordi
è adatto a tradimenti, inganni e rapine;
i moti del suo animo sono spenti
come la notte, e i suoi appetiti
sono tenebrosi come l'Erebo:
non fidarti di lui. Ascolta la musica.
William Shakespeare, Il mercante di Venezia
L’ascesa al trono nel 1558 della Regina Elisabetta, figlia di Enrico VIII – egli stesso compositore - inaugurò una fiorente stagione di grande sviluppo culturale e civile, passata alla storia come "Età elisabettiana" accreditando ruolo e visibilità all’Inghilterra quale grande potenza sulla scena europea.
Teatro (William Shakespeare, Christopher Marlow, Ben Jonson), musica (Byrd, Bull, Gibbson, Morley, Dowland), architettura ebbero grande sviluppo influenzati dalla cultura rinascimentale italiana e fiamminga.
Nel teatro elisabettiano la Musica ha avuto un ruolo molto importante e Shakespeare ha saputo conferire maggior sottigliezza al suo impiego: in un teatro senza luci e scene, alla musica era dato sottolineare gli ambienti espressivi, gli stati d’animo, le varie situazioni.
Non è dato sapere se Shakespeare fosse musicista ma sicuramente la musica non è una presenza irrilevante nei suoi lavori. Se nulla sappiamo con certezza in merito alle sue conoscenze musicali, pur tuttavia i riferimenti diretti e indiretti a questioni musicali presenti in molte delle sue opere dimostrano che possedesse conoscenze piuttosto vaste.
Traspare con immediata evidenza, in una ricca messe di affermazioni le più disparate,intrecciate in contesti altrettanto diversi e inattesi, la natura della musica, con i suoi effetti e i suoi strumenti, come generale condizione di arte in qualche modo privilegiata (Alberto Basso)
PROGRAMMA
Robert Johnson (1582-1633)
Where the bee sucks
(Shakespeare, "La tempesta")
Hark, hark! the lark
(Shakespeare, "Cimbellino" ca. 1609)
Get you hence, for I must go
(Shakespeare, "Il racconto d'inverno", ca. 1611)
Full fathom five
(Shakespeare, "La tempesta")
Thomas Morley (1557-1602)
O mistress mine
(Shakespeare, "La dodicesima notte")
Sing willow, willow, willow
(Shakespeare, "Otello")
Fire! Fire!
April is in my mistress' face
It was a lover and his lass
(Shakespeare, “As you like it”)
J. Dowland (1562-1626)
Sorrow, sorrow
I saw my Lady Weep
Flow my tears
Can she excuse my wrong
Robert Jones (1577- ?)
Once did I serve a cruel heart
Henry Purcell (1659-1695)
Musick for a while
(Dryden “Oedipus”)
Ye twice ten tundre deities
(Shakespeare, “Indian Queen”)
Arise, ye subterranean Winds
(Shakespeare, “La Tempesta”)
We Spirit of the air
(Shakespeare, “Indian Queen”)
They shall be happy
(Shakespeare,”Fairy Queen - A midnight summer dreams”)
Thomas Greaves
Come away, sweet love
King Henry VIII Tudor
Pastyme with good company
Scene teatrali tratte da:
La Tempesta,
Il cimbellino
Racconto d’inverno,
Otello
Sogno di una notte di mezza estate
La dodicesima notte
iniziativa realizzata in coedizione con:
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Musae, percorsi culturali in Provincia PROVINCIA DI PORDENONE