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Pordenone, Palazzo della provincia, Sala consigliare
domenica 30 agosto 2009 - ore 21.00
John Dowland and friends
Giampaolo Fagotto, tenore Massimo Lonardi, liuto
Cappella Altoliventina
(Elena Bergamo, sopr., Lucia Zigoni, contr., Claudio Zinutti, ten., Sandro Bergamo, basso e dir.)
PROGRAMMA
John Dowland Unquiet thoughts John Dowland Rest a while Thomas Morley In ev’ry place John Dowland Go crystal tears John Dowland If my complaints John Dowland Awake sweet love John Dowland Praeludium John Dowland Phantasia John Dowland Came again John Dowland Would my conceit Thomas Morley Say gentle nymphs John Dowland Now, o now John Dowland Flow my tears Thomas Morley It was a lover and his lasse John Dowland Away with these John Wilbye Thus saith my Cloris John Dowland Come away Thomas Tomkins O let me live Daniel Batchelar To plead my faith John Dowland Mrs. Vaux Galliard John Dowland Come Away John Dowland Fine Knacks for ladiesMolto poco si conosce della fanciullezza di Dowland se non che fosse nato a Londra o a Dublino. È noto che egli andò a Parigi nel 1580 al seguito dell'ambasciatore inglese, di cui era dipendente, presso la corte di Francia. Qui si convertì al cattolicesimo per ripicca contro la regina Elisabetta I d'Inghilterra (protestante) che non gli volle offrire un posto presso la sua corte. Egli prestò poi la sua opera, per molti anni, alla corte del re Cristiano IV di Danimarca. Ritornò a Londra nel 1606 e nel 1612 ottenne un posto di liutista presso la corte di Giacomo I d'Inghilterra. Qui rimase fino alla sua morte avvenuta a Londra.
Autore di composizioni per il suo strumento, il liuto, Dowland non trascurò anche di abbinarlo alla voce. La sua opera più nota è la collezione di 21 Songs per voce sola e liuto, rielaborata anche in versione polifonica, a 4 voci.
Noti al grande pubblico grazie alla ripresa che ne ha fatto, alcuni anni fa, Sting, i songs di Dowland saranno presentati dalla Cappella Altoliventina nella versione vocale a 4 parti, in alternanza con il tenore Giampaolo Fagotto, che ne eseguirà altri in versione per voce sola. Ad accompagnare l’uno e gli altri, Massimo Lonardi, forse il più importante liutista attivo oggi in Italia.
Massimo Lonardi (Milano, 1953) è un liutista italiano. Ha studiato composizione con Azio Corghi e chitarra classica con Ruggero Chiesa, diplomandosi presso il Conservatorio G. Verdi di Milano. Si è poi specializzato in liuto rinascimentale, frequentando seminari tenuti da Hopkinson Smith.
Svolge un'intensa attività concertistica con il liuto rinascimentale, la chitarra rinascimentale, la vihuela e l'arciliuto, dedicando particolare attenzione al repertorio rinascimentale italiano, del quale ha curato alcune edizioni critiche.
Ha effettuato registrazioni per le case Ricordi, Erato, Tactus, Jecklin, Edelweiss, Agorà, Nuova Era e Stradivarius, tra le quali numerosi CD monografici dedicati alle opere per liuto di Francesco Canova da Milano, Pietro Paolo Borrono, Joan Ambrosio Dalza, Vincenzo Capirola e John Dowland, come pure alle opere per vihuela di Luis Milán.
Il CD dedicato alle opere per liuto di John Dowland (Agorà) ha vinto il primo premio per la musica strumentale della rivista “Musica e Dischi” nel 1999.
Ha insegnato in numerosi corsi di perfezionamento in tutta Italia ed è docente di liuto presso l'Istituto Superiore di Studi Musicali "Franco Vittadini" di Pavia e presso la Scuola di Musica Antica di Venezia.
Giampaolo Fagotto. Definito dall'autorevole rivista francese Repertoire "una delle glorie del canto italiano barocco" e dal giornale italiano Il Resto del Carlino "fra i massimi interpreti della musica barocca", Gian Paolo Fagotto, tenore, ha lavorato con alcuni fra i principali esponenti internazionali del settore, come Alan Curtis, Jordi Savall, René Jacobs, Frans Bruggen, Philippe Herreweghe e René Clemencic, e con valenti specialisti italiani quali R. Alessandrini, E. Gatti, F. Biondi, M. Mencoboni, O. Dantone.
Si è esibito, oltre che in Italia, in Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio, Austria, Svizzera, Principato di Monaco, Marocco, con un repertorio che va dal rinascimento al barocco al tardo Settecento.
Ha cantato per enti e istituzioni musicali di rilievo internazionale, quali il teatro La Fenice e l'Accademia Chigiana in Italia, l'Opéra Garnier ed il teatro degli Champs Elysées a Parigi, il teatro Sao Carlos e la Fondazione Gulbenkian a Lisbona, il Concertgebouw ad Amsterdam, il Festival Musicale di Dresda, il Rossini opera Festival, i Festival di Innsbruck, Utrecht, Beaune, il Lufthansa Festival di Londra, il festival di Berkeley in California e numerosi altri.
Fra le decine di incisioni discografiche alle quali ha partecipato, si possono ricordare le opere "Giasone" di Cavalli e "Flavio" di Händel (Harmonia Mundi), "L'Euridice" di Peri nel ruolo di Orfeo (Arts, prima registrazione integrale moderna), la celebre versione di Savall dei "Vespri della Beata Vergine" di Monteverdi (Astrée), "Cantate e duetti" di A. Scarlatti (Tactus), l'oratorio "Cain, o il Primo Omicidio" di Scarlatti e l'opera "Buovo d'Antona" di Traetta (Opus 111), l'oratorio "Caino ed Abele" di Pasquini e le "Lamentazioni" di Scarlatti (Symphonìa).
È membro di "Il Complesso Barocco", diretto da Alan Curtis, con cui ha partecipato a numerose recenti incisioni discografiche per EMI-Virgin Classics ed altre etichette di musiche di Rossi, Lotti, Ferrari, Sigismondo d'India, Monteverdi, fra cui i due volumi dell'integrale dei duetti di quest'ultimo, il primo dei quali insignito del prestigioso premio Diapason d'Or.
La Cappella Altoliventina è l’insieme vocale dell’Associazione Culturale Altoliventina. Si è costituito nel 2001, ma prosegue la tradizione del coro XX Secolo e del suo gruppo madrigalistico, che dagli anni ’70 fino al 1997 hanno svolto una importante attività, con concerti in tutta Italia e in diversi stati europei (Belgio, Jugoslavia...).
Di organico variabile, a seconda del programma proposto, prediligi particolarmente la dimensione madrigalistica e il repertorio rinascimentale e del primo Barocco. Di particolare rilievo la produzione, nel 1993, come Gruppo Madrigalistico XX Secolo, de “La Barca di Venezia per Padova” di Adriano Banchieri, realizzata in forma teatrale con la regia di Ferruccio Merisi ed attori del calibro di Claudia Contin, Ramiro Besa e dello spettacolo “Tre Veceti inamorai”, basato sulle giustiniane di Gioseffo Policreti da Treviso, un inedito cinquecentesco trascritto per l’occasione. E diretta fin dalla fondazione da Sandro Bergamo.
iniziativa realizzata in coedizione con:
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Musae, percorsi culturali in Provincia PROVINCIA DI PORDENONE