Pordenone - Palazzo della Provincia

Martedì 19 agosto 2008, ore 21,00

Il Concerto delle Dame di Ferrara
alla corte di Alfonso II D'Este
 
 
 

Tra l'amore e il canto, un'antica sera

Luzzasco  Luzzaschi

Madrigali

Per cantare e sonare a una, due e tre voci – 1601

 

T'AMO MIA  VITA

 AURA  SOAVE

STRAL  PUNGENTE  D'AMORE

 

Andrea Gabrieli Canzone deta SUZANNE UN IOUR

O  DOLCEZZE  AMARISSIME  D'AMORE

DEH , VIENI  ORMAI

TROPPO  BEN  PUO'

O  PRIMAVERA

 

Andrea Gabrieli  RICERCAR ARIOSO

NON SA CHE SIA  DOLORE

COR  MIO , DEH  NON  LANGUIRE

CH'IO  NON  T'AMI

I' MI  SON  GIOVINETTA

 

Francesco Bendusi  Pass’e mezo Animoso

 OCCHI  DEL  PIANTO  MIO

 

Composti nel 1571 e pubblicati nel 1601, i Madrigali per cantare et sonare a uno e doi, e tre soprani costituiscono l’ultimo aspetto dell’attività compositiva di Luzzasco Luzzaschi, organista e compositore presso Alfonso II d’Este, negli ultimi anni dello splendore della corte ferrarese, prima della devoluzione alla Chiesa e alla conseguente dispersione del patrimonio artistico e musicale che il Duca aveva saputo raccogliere.

Negli anni ottanta-novanta del cinquecento presso la corte ferrarese di Alfonso II, il Duca d'Este che predilesse la musica sopra le altre arti, ebbe luogo uno straordinario Concerto di Dame composto da tre eccellenti virtuose di canto che si accompagnavano con strumenti: Laura Peperara  e  Livia d’Arco, entrambe mantovane, e Anna Guarini, ferrarese, figlia del poeta Giambattista Guarini. Oltre all'affascinante contesto artistico, reso più seducente dalla loro accattivante bellezza, il Concerto delle Dame ebbe un posto fondamentale nella storia della musica, poiché per questo gruppo furono composte le primissime musiche per voce solista e per più voci femminili accompagnate da strumenti.

Luzzasco, così, nei  dodici madrigali composti per le celebri cantatrici, sfrutta appieno la celebrata abilità vocale delle dame di corte: melismi e fioriture, salti, scalette e frastagliature ritliche costituiscono il prezioso  tessuto vocale dei madrigali, volto a dar risalto alle voci e alle abilità esecutive delle “dame”.

La bravura delle Dame è testimoniata dal nobile Vincenzo Giustiniani che commenta il canto di "quelle dame di Ferrara, che facevano a gara non solo al metallo et alla disposizione delle voci, ma nell'ornamento di esquisiti passaggi, col moderare e crescere la voce forte o piano, ora con l'accompagnamento d'un soave interrotto sospiro, ora con gruppi, ora a salti, ora con trilli lunghi, ora brevi e con azione del viso e dei sguardi e de' gesti che accompagnavano appropriatamente la musica e li concetti…"

I diversi regnanti in visita alla corte di Ferrara ebbero modo di ammirare il loro canto, e per le celebri Dame scrissero madrigali Luzzasco Luzzaschi, Gesualdo da Venosa e Jaches de Wert, su raffinati versi di Giovanni Battista Guarini e di Torquato Tasso.

Il canto dei madrigali si inserisce all'interno di una vicenda narrata-recitata da un'attrice.

Il testo della vicenda, scritto in versi, è inframmezzato dai madrigali, con adeguati legami tra  drammatizzazione e canto. In particolare, i versi che precedono un madrigale sono simili a quelli iniziali del madrigale stesso, e così anche per il finale e la ripresa successiva. In tal modo il concerto è inserito all'interno di una storia che ha l'obiettivo di ricreare attraverso descrizioni e dialoghi, l'ambiente della corte ferrarese e le personalità delle cantanti.  Attraverso la memoria una donna ricorda un episodio importante della sua vita svoltosi una sera alla corte del duca Alfonso d'Este a Ferrara.

Dama di una corte rivale, era stata incaricata dai suoi Signori di investigare sul Concerto delle Dame, di conoscere quale fosse il segreto della loro fama. Una sera, in incognito, si reca ad una grande festa a Ferrara nella quale le dame canteranno. Incontra Laura Peperara, Anna Guarini, Livia d'Arco, e attraverso alcune domande dà loro l'occasione di parlare della loro arte. Attraverso i suoi occhi e i suoi sensi  rivivremo l'atmosfera di una delle grandiose feste tardo rinascimentali degli Estensi.

 

 

 

Claudine Ansermet  -  Laura Peperara

Marzia Baldassarri  -  Livia D'Arco

Marcella Ventura  -  Anna Guarini

Soprani

 

Donatella Busetto

Cembalo

 

Franca Fabbri  -  Dama Silvia   Voce recitante

 

Testi  -  Fabio Vicari

Mise en espace  -  Deda Cristina Colonna

INDIETRO