PRATA DI PORDENONE, Villa Morosini-Memmo
domenica 17 settembre 2006, ore 11.15
Lux et Sonus duello
Repertorio per voce e tromba nella musica antica
Canzoni e balli strumentali Francesco Bendusi Animoso
Giampaolo Cima canzon a 4 – La Corda
Francesco Bendusi Violla
Vincenzo Pellegrini canzon La Serafina
Francesco Bendusi Bella Foresta
Cesare Borgo canzon L’Arnona
H. Purcell (1659-1695) Arise Ye Subterranean Winds
Hence with your trifling deity
Da “Songs” per voce e continuo, Basso, organo
G.F. Handel (1685-1759) Aria dall’Ezio
“Già risuonar d’intorno al Campidoglio io sento” Basso, tromba, organo
J.S.Bach. (1685-1750) Cantata BWV 203
Amore traditore
Aria – Recitativo - Aria Basso, organo
G.Ph.Telemann (1681-1767) Fantasia in sol organo
J.J.Mouret Sinfonies de Fanfares tromba, organo
A.Stradella Cantata
Alle sponde del Tebro Basso, organo
G.Ph.Telemann (1681-1767) Air trompette tromba, organo
G.Ph.Telemann (1681-1767) Fantasia in re min. organo
G.F.Handel (1685-1759) The trumpet shall sound Basso, organo, tromba
VILLA MOROSINI - MEMMO
La nascita di questa dimora è legata alla famiglia veneziana dei Boarata, che edificarono la loro residenza a Prata nel ‘500. Un Boarata, parroco di S. Lucia, diede avvio alla costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale. Alla fine del ‘500 passò alla famiglia patrizia del Memmo che la tennero fino al 1765 cedendola poi ai Brunetta. Nel 1955 fu acquistata dal comune, che ne fece la sede municipale.
L’originario impianto cinquecentesco ebbe un rifacimento seicentesco, come testimonia l’odierno tipo architettonico raffinato e razionale nella sua pur bellezza, priva di eccessi decorativi, sia all’interno che all’esterno, contribuendo a conservare ancora la caratteristica atmosfera dell’aristocrazia veneziana tra Sei e Settecento.
Qualche attenzione meritano i lacerti di affreschi monocromi del salone principale, ricchi di raffigurazioni musicali.