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Breve storia
della Chiesa di San
Giovanni dei Cavalieri
Una colorita ricostruzione delle vicende
storiche laiche e religiose della chiesa di San Giovanni é riportata in Prata
medioevale" (Tipografia editrice E. Bellavitis, 1928) di don Giovanni Pujatti
che dedica agli edifici sacri di Prata un capitolo intero. Riferisce infatti il Pujatti: "La chiesa di San Giovanni in Gerusalemme è assai antica: essa venne
eretta, con l’annesso Ospizio, dal Sovrano ordine Militare e Religioso dei
Templari. Esisteva certamente prima della metà del secolo decimoterzo perché
ricordata nel testamento di Guecello II (7 agosto 1262) insieme con quelle di S.
Lucia, dei SS. Simeone e Giuda e di S. Martino di Rivarotta.
Credo di non sbagliare nel supporre che la
chiesa odierna risalga all'inizio del secolo decimoquarto, e sia stata eretta in
luogo della prima distrutta od abbattuta. Infatti lo stile è del Trecento, come sono
del Trecento tutti i monumenti che ci restano: del 1325 il sarcofago di Pileo I,
del 1330 la forma funeraria del primo cappellano conosciuto, del 1338 la forma
funeraria del "Praeceptor Ferrariae" e del 1340 circa di quella del religioso
suo vicino, del 1344 infine il sarcofago di Nicolò I e di Caterina di
Castrocucco, mentre non ci è dato di rinvenire la tomba di Guecello II che noi
sappiamo sepolto in questa Chiesa. Certamente la tomba del fiero ghibellino
venne distrutta colla rovina della prima chiesa. Dove furono sepolti tutti gli
altri conti? Non lo sappiamo. Non ci restano che i due sarcofagi di Pileo I e
di Nicolò: forse molte tombe saranno celate sot-to il pavimento della chiesa che
si sente in più punti risonare.
Degli scavi bene diretti getterebbero certamente
più d'uno sprazzo di luce sulla storia della nobile famiglia dei Prata e della
società d'allora. Le leggende medioevali sono poco attendibili dal lato storico,
ma talvolta, non sono del tutto da disprezzarsi. Vuole la leggenda che una via
sotterranea mettesse in comunicazione la chiesa di San Giovanni Gerosolimitano
con il castello; ora i custodi della chiesa avendo fatto, anni or sono, degli
scavi, trovarono appunto un corridoio sotterraneo, che dalla porta maggiore
della Chiesa si dirige verso il Meduna. La chiesa di San Giovanni era officiata
dai religiosi dell'ospizio ed il Priore era tenuto a pagare un censo annuo al
Vescovo di Concordia; un documento dell'anno 1344 ricorda le decime pagate dal
Priore medesimo al Pontefice.
Fra i Priori di San Giovanni la storia non ci ha
tramandato che il nome di due: di Fra Artico (21 marzo 1358) e di Fra Daniele,
presente nel 1382 al testamento del Conte Riccardo. La chiesa aveva dei legati,
come quello di Guecello II (1262) e quello di Cardinal Pileo, che nel suo
testamento (4 ottobre 1399) ordinava la vendita dei suoi possedimenti in Fiume
per la chiesa di San Giovanni e l'onere d'una Messa per una settimana, più quella
dell'anniversario. Con l'andar del tempo, distrutta Prata e venuti meno i
proventi, la chiesa fu concessa in commenda ed un’arma gentilizia dipinta sopra
gli stalli del coro, in cornu evangelii, ricorda il fatto.
Con quella di San Simone, la chiesa di San
Giovanni è la più antica costruzione di Prata. Cappella gentilizia dei Prata, il
tempio fu il luogo di sepoltura prediletto dei conti e dei notabili locali, che
la affrescarono con ex voto. All'apice della sua fortuna ebbe l'onore di
ospitare perfino il Papa. Scampata alla rovina di Prata, rasa al suolo nel 1419
dai Veneziani, la chiesa andò incontro ad un lungo declino, in cui, passata in
commenda dal 1456, conobbe l' abbandono e il concreto rischio di venire
demolita.

Blasone Antichi Prata
Proponiamo di seguito un' agile cronologia di
fatti significativi riguardanti la chiesa di San Giovanni ripresi da "Annali di
Prata" (Pordenone 1964) di don Giovanni Pujatti.
-
11 aprile 1316:
"Un disastroso incendio combuxit totam Pratam. L'incendio, iniziato in un
officina di fabbro, si propagò in breve alle case vicine, molte delle quali
erano fabbricate di legno e coperte di paglia. In questa circostanza rovinarono,
fra gli altri edifici, le Chiese e gli annessi ospizi di Santa Maria dei Battuti e di
S. Giovanni dei Cavalieri".
-
1 febbraio 1360:
"Prata si servirà per le tumulazioni di tre Cimiteri, quello di San Giovanni,
quello di Santa Maria dei Battuti e quello parrocchiale di Santa Lucia. In San
Giovanni venivano tumulati i Cavalieri di Rodi, i Nobili Feudatari della Terra e
poche persone cospicue, in Santa Maria dei Battuti i Confratelli della Fradaia
ed i Toscani fondatori; in S. Lucia infine venivano inumati tutti gli altri
fedeli".
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4 ottobre 1399:
"...carico d'acciacchi, (il cardinale Pileo) fa testamento, lasciando i beni di
Fiume alla Chiesa di San Giovanni di Prata - la chiesetta del suo cuore - con
l'onore d'una Messa settimanale più l'anniversario".
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20
maggio 1409: "Papa Gregorio XII,
incontrato a Corbolone dal Conte Guglielmino e scortato da armati di Prata e di
Porcia, entra trionfalmente nel Castello di Prata. Il 24 maggio il Pontefice,
assistito dai Cardinali e dai Prelati che lo accompagnavano, tiene il
pontificale nella Chiesa di San Giovanni".
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26
maggio 1409: "Papa Gregorio XII
lascia Prata per Cividale".
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Settembre
1419: "Le truppe venete, occupata
Prata,
eseguiscono troppo alla lettera il decreto del Senato Veneto. Il Castello viene
distrutto, distrutta la Villa e le fortificazioni della Terra. Fanno deviare
sulle rovine dell'infelice Prata le acque del Meduna, rovinando gli argini, e
portano a Venezia e nelle Ville vicine quanto trovarono di meglio, come ne fanno
fede i vari testimoni. Un proverbio corre sulla bocca di tutti: "Così Prata
fu disfatta e se la fatta". e l'altro: "Prata de la gran cintura -
che de' Veneziani no gà paura - ma i Veneziani i gà una piata - che in due
giorni dasfarà Prata - e i ghe l'à fata".
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1552:
"Viene restaurata la Chiesa di San Giovanni di Prata".
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1767:
"La parrocchia di Prata disponeva di tre Chiese: la Parrocchiale, San Simone e San
Giovanni. Per favorire i vari fedeli e tener fede agli accordi presi con la
Commenda Lippomano, i Parroci erano soliti celebrare in Santa Lucia la prima e la
terza domenica del mese, la seconda in San Giovanni, e la quarta - più tutte le
feste degli apostoli - in San Simone".
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4 settembre 1866:
"L'arciprete e vicario foraneo don Antonio Brunetta informa la Curia vescovile
che, trovandosi stanziati a Prata un reggimento di Granatieri, questi si sono
acquartierati per cinque giorni nelle chiese di San Simone e San Giovanni. Don
Brunetta domanda se sia il caso di ribenedire i detti edifici".
-
1882:
La Chiesa di San Giovanni in Gerusalemme, nonostante i
restauri del 1876, versa in pessime condizioni. Il Pio Istituto Querini-Stampalia propone alla Fabbriceria di Prata di liberarsi una volta per
sempre di quel livello perpetuo, demolendo la storica Chiesetta e passando alla
Parrocchia lire cinquecento annue, con l' obbligo al Parroco di soddisfare i
vari Legati. I pratesi - e ben a ragione - non accettano. S. Giovanni, pel
momento è salva; ...e domani?
Per ulteriori informazioni si rimanda a:
-
Degani, La Diocesi di
Concordia;
-
Don Giovanni Pujatti, Prata
medioevale e Annali di Prata, Pordenone 1964.
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