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in villa 2004
Sabato 25 settembre, ore 20.30 Villa Carretta - Molin - Mansuè (TV) ORCHESTRA D’ARCHI “I SOLISTI IN VILLA” solista - FEDERICO LOVATO - pianoforte direttore - MARCO COMIN
Programma
W. A. MOZART Divertimento in re Maggiore K 136 Allegro Andante Presto
Concerto per pianoforte e orchestra K415 Allegro Andante Rondo: allegro
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F. MENDELSSOHN- Sinfonia per archi in Re BARTOLDY Allegro Andante Minuetto Presto
B. BRITTEN Simple simphony per archi Boisterous bourée Playful pizzicato Sentimental saraband Frolicsome finale
ORCHESTRA D’ARCHI “I SOLISTI IN VILLA” Nel luglio 2003 durante i corsi di perfezionamento tenuti dal M° Piero Toso presso Villa Manin di Passariano (UD), si costituì l’ensemble “I Solisti di Villa Manin”. In poco meno di un anno il gruppo, formato da giovani strumentisti veneti e friulani, si è esibito in numerosi concerti in Italia e all’estero riscuotendo il favore del pubblico. In particolare si sottolineano i concerti di Budapest e di Bratislava. Nell’estate 2004 in seguito all’incontro con l’Associazione “XX secolo” di Brugnera (PN) e con il direttore d’orchestra M° Marco Comin, l’orchestra ha ampliato il suo organico cambiando il nome in “I Solisti in Villa”. Invitati al recente festival musicale di Sappada, l’orchestra si è esibita accompagnando importanti solisti di fama internazionale quali il violoncellista M. Flaksmann, il cornista A. Benedettelli.
Un po’ discosta dalla strada, ambreggiata da alti alberi, è una presenza così familiare da passare quasi inosservata. E’ un piccolo gioiello di architattura, derivando le sue forme pure e sobrie, dall’architattura veneziana di Sansovino e Palladio. Diverse ricerche sono state condotte per conoscere le sue origini, con scarso esito. L’unica traccia letteraria si trova nel catalogo del 1954 “Le ville venete”, curato da G. Mazzotti. In esso la sua descrizione è di appena cinque righe nelle quali viene fatta risalire alla famiglia Ca’ Zorzi. Non resta dunque che procedere per analogie e sono esse a riservare delle belle sorprese. Innanzitutto la venezianità: rammentiamo i tanti palazzetti che si affacciano sul Canal Grande: la villa riporta molte delle loro caratteristiche. La grande trifora centrale: a semicerchio è il foro di mezzo, mentre i due ai lati sono quadrati. All’interno, al piano terra un magnifico salone padronale, con soffitto alla sansovina, le cui trai alternate a travi più sottili secano una decorazione in perfetto stato di conservazione; il salone è illuminato da suggestive vetrate liberty. Una scala con il soffitto a botte conduce al salone del primo piano, sovrastante quello del piano terra, entrambi con pavimento alla veneziana. L’architrave in pietra d’Istria dell’ingresso reca la data di costruzione: A D MDCX. I registri della parrocchia di Mansuè datano dal 1500, appena un secolo prima. In quegli anni non v’era molto, tanta terra da dissodare per riuscnire a ricavare di che sfamarsi; nel 1629 ben 133 persone morirono di fame su un totale di 829 abitanti. In quesgli anni difficili i Ca’ Zorzi fecero costruire questa dimora.
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